SCOPRENDO BORGO TICINO
Borgo Ticino, Burgh Tisìn, è un comune di circa 5000 abitanti, in provincia di Novara, a sud del Lago Maggiore. Si sviluppa lungo la valle del Ticino. Il paese ha origini medievali, fu infatti eretto in epoca prelongobarda, anche se sul territorio sono presenti resti risalenti alla civiltà di Golasecca (IX-VII sec. a. C.) e di epoca romana.
Sul finire del XII secolo, il comune di Novara vi stabilì un borgo franco e il villaggio fortificato di Lupiate, anche allo scopo di opporsi alla signoria locale dei Da Castello e del Conte di Biandrate.
Nella prima metà del 1400 passa prima sotto l’autorità del Ducato di Milano e dei Visconti (1413) e successivamente della famiglia Borromeo (1447) che lo annoverano fra i loro possedimenti fino al 1700. Durante l’età napoleonica il comune entrò a far parte del Dipartimento dell’Agogna, cantone di Arona. Dopo il ritorno dei Savoia, nel XIX secolo venne a capo di un mandamento; vi avevano sede il tribunale di giudicatura e l’ufficio delle gabelle regie.
Fra il centro storico e le frazioni- Gagnago e Campagnola- si trovano importanti monumenti come la Chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta e il Santuario della Madonna delle Grazie (sorte nel XII secolo), la Campestre di San Fabiano, l’oratorio della Beata Vergine Addolorata (durante l’epoca della peste prestato a lazzaretto per gli appestati), la chiesa di Sant’Anna a Campagnola e dell’Annunziata a Gagnago.
Al XIV secolo possono essere datate le croci poste, in origine, ai confini Occidentale e Orientale del paese identificabili, probabilmente, con degli ex-voto in occasione di una guerra o di una epidemia.
Nell’800 si è sviluppata un’importante industria tessile che ha beneficiato della linea della ferrovia Arona-Novara inaugurata nel 1855.
Durante la seconda guerra mondiale, il paese fu vittima di un sanguinoso eccidio: il 13 agosto 1944 per rappresaglia le truppe nazifasciste misero a morte 12 giovani innocenti, poi saccheggiarono e incendiarono numerose case. Ai dodici martiri è dedicata la piazza principale del paese. Il 17 ottobre 2012 presso il Tribunale Militare di Verona è stata pronunciata la condanna all’ergastolo di Ernst Wadenpfhul, unico sopravvissuto tra i nazifascisti responsabili della strage.
Nel dopoguerra cambia l’assetto del paese, passando da una vocazione prettamente agricola e artigiana, ad attività di carattere più commerciale e imprenditoriale.
La crescita demografica riceve impulso dal verificarsi di importanti immigrazione principalmente da Calabria e Veneto.

