Il bosco Solivo
RISERVA NATURALE ORIENTATA DI BOSCO SOLIVO
La riserva naturale di Bosco Solivo, che per mezzo della legge regionale del 2006, è diventata una riserva naturale orientata, sorge nel basso Vergante ed è posizionata a sud-ovest del Lago Maggiore, nella parte in cui questo comincia a defluire nel fiume Ticino. L’area si estende su una superficie di circa 334 ettari tra i comuni di Borgo Ticino, Agrate Conturbia e Veruno e si presenta come una zona dolcemente ondulata di particolare rilevanza paesistica, quasi totalmente interessata da depositi morenici wurmiani dell’anfiteatro del Verbano generati dalle ultime glaciazioni risalenti a 10.000 anni fa. Il parco è costituito da una serie eterogenea di ecosistemi che comprendono una fitta area facoltosa di boschi e brughiere e una più residuale zona umida rappresentata da piccoli stagni e modesti corsi d’acqua. L’altura del Motto Solivo (377 m. s.l.m.) e la Piana del Muggiano sono ricoperte da boschi misti di latifoglie e conifere in cui compaiono il pino silvestre, la quercia, il castagno, l’ontano nero, la robinia, il pino strobo, il salice bianco, l’acero monte e il frassino. Pur in assenza di studi specifici, da diverse osservazioni sono stati trovati vari mammiferi: caprioli, volpi, faine, donnole, lepri, topi selvatici e scoiattoli. Tra gli anfibi, invece, i rospi e le raganelle. Infine, l’area e i suoi alberi ospitano poiane, astori, allocchi, picchi verdi, picchi rossi e picchi neri.
La riserva è attraversata da diversi percorsi escursionistici che a collegano con i comuni circostanti ma anche con altre aree protette quali i Lagoni di Mercurago. In particolare, è stato istituito un itinerario chiamato “Percorso Vita”, composto da una serie di tappe con esercizi di ginnastica a corpo libero o con l’utilizzo di attrezzi posizionati sul posto, che si attesta all’area attrezzata con tavoli e griglie.
All’interno della riserva sono presenti diversi siti di interesse naturalistico, storico e artistico che, grazie al sapiente lavoro delle istituzioni e delle associazioni presenti sul territorio, quali la Pro Loco ma anche A.I.B. e altre, vengono valorizzate e mantenute per essere incluse come tappe di escursioni in eventi come la Camminar Mangiando.
I principali siti presenti nella Riserva Orientata di Bosco Solivo sono:
La Prea Guzza o Preia Guzzana: è un grande masso erratico in serpentino verde trascinato a valle dai movimenti degli antichi ghiacciai. Attualmente il masso ha una dimensione fuori terra di circa 6 m verso valle e di circa 3 m verso monte. Questo masso non è l’unico in zona, infatti la Preia Buia a Sesto Calende e il Sass Malò a Gattico sono altri due esempi simili.
In età antica, monti e grandi massi erano ritenuti legati alla divinità, e si pensava che vi albergassero gli spiriti degli antenati che donavano protezione e prosperità. La leggenda narra infatti, che la Prea Guzza fosse il luogo nel quale nascevano i bambini in quanto è attestata la tradizione orale che lega questo luogo a culti della fertilità: le gestanti vi si recavano per propiziare una gravidanza e un parto favorevoli; le donne che non riuscivano ad avere figli si appoggiavano al masso per invocare la fecondità. Dopo il diffondersi preponderante del cristianesimo, le tradizioni legate alle pietre magiche vennero condannate, oppure ricondotte nell’alveo della nuova religione mediante benedizioni e, talvolta, l’incisione di una croce. Anche sulla nostra Prea una piccola croce è incisa nell’angolo di sud-ovest.
La chiesa di San Zeno: i resti della chiesa di San Zeno sorgono in un’area boschiva del comune di Borgo Ticino in località Cascina San Pietro. La dedica a San Zeno è citata nelle Consignationes del 1347, che furono redatte dal vescovo di Novara Guglielmo Amidano in occasione della riorganizzazione della diocesi. A metà del Trecento la chiesa era servita da un rettore e da un chierico. Nel 1617, durante una visita a Borgo Ticino, il vescovo Taverna ordinò di restaurare e abbellire l’oratorio aprendo nuove finestre e sistemando la pavimentazione, a spese della comunità, oltre che a ripulire il bosco circostante in modo da restituire alla popolazione un luogo di incontro. La richiesta del vescovo rimase inascoltata, infatti nel 1628 la chiesa era ormai parzialmente distrutta, anche se nel 1689 era ancora visibile l’immagine della Beata Vergine dipinta sul muro alle spalle dell’altare e per questo l’oratorio era ancora meta delle Rogazioni, processioni penitenziali di propiziazione per l’agricoltura.
Attualmente l’edificio si presenta allo stato di rudere. Sono parzialmente conservati gli elevati dei muri dei due lati lunghi e di uno breve, che permettono di intravedere quale dovesse essere il suo perimetro. Lungo uno dei due lati lunghi una netta interruzione del muro fa ipotizzare la presenza di una soglia. Attorno e all’interno dell’edificio sono visibili resti di crolli.
Torre Vignola: All’interno della riserva naturale del Bosco Solivo, qualche centinaio di metri più a Nord dell’oratorio di San Zeno, su di un’altura, si trovano i ruderi della Torre Vignola. Si ipotizza che la sua costruzione si attesti intorno alla metà del XII secolo quando i Novaresi decisero la fondazione del nuovo Borgo Franco di Borgo Ticino al fine di presidiare l’accesso alla regione del Verbano e l’uscita del Ticino dal lago Maggiore, una zona di enorme significato commerciale e dunque anche politico. Secondo altre fonti la torre va ricondotta a partire dal tardo impero romano in quanto le zone dove sorge attualmente il Bosco Solivo furono sfruttate a fini agricoli già a quei tempi. L’edificio era a pianta quadrata e, per analogia con altre torri del novarese, si presume che l’entrata fosse posta a un’altezza elevata, in modo tale che l’accesso fosse possibile solo grazie all’utilizzo di una scala a mano che veniva poi ritratta per evitare l’accesso da parte di eventuali nemici. Queste torri d’avvistamento erano solitamente divise internamente da pavimenti di legno, in modo da formare tre o quattro piani collegati tra loro da scale sempre in legno. Simile alla Torre di Buccione, fu ideata come torre di avvistamento all’ingresso del paese. Reperti di una torre similare sono stati trovati in precedenza in prossimità di una collina vicino all’Arona Golf tra i comuni di Borgo Ticino e Castelletto Sopra Ticino. Le due torri sembra controllassero l’ingresso del paese.
